Poesie

In questa pagina del sito abbiamo pensato di raccogliere le poesie che voi ci inviate.

E se le poesie sono i fiori dell’anima, esse sono preziose per ognuno di noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lodi mattutine

Prima di scendere a bottega

nella babele della piazza e delle zuffe

voglio distendermi nel lavacro del silenzio

dei miei argini

ondulati e verdeggianti,

prima di scendere in trincea

a rammendare stracci bianchi maciullati

voglio sventolare nella pace

di quest’aria che sa di fieno e pioppi

e del fruscio immobile del falco,

prima di scendere giù in fondo

dove il buio è pietra

e trema la fiammella sulla fronte

voglio rubare il respiro al grande fiume,

perché alla foce spinga forte

la sabbia grigia,

prima di impastare la mia malta

per rabberciare muri feriti,

voglio contemplare i campanili scrostati e solitari

che nel giallo della piana

cantano le lodi mattutine

ai covoni e ai filari

delle viti millenarie.voglio distendermi nel lavacro del silenzio

dei miei argini

ondulati e verdeggianti,

prima di scendere in trincea

a rammendare stracci bianchi maciullati

voglio sventolare nella pace

di quest’aria che sa di fieno e pioppi

e del fruscio immobile del falco,

prima di scendere giù in fondo

dove il buio è pietra

e trema la fiammella sulla fronte

voglio rubare il respiro al grande fiume

perché alla foce spinga forte

la sabbia grigia,

prima di impastare la mia malta

per rabberciare muri feriti,

voglio contemplare i campanili scrostati e solitari

che nel giallo della piana

cantano le lodi mattutine

ai covoni e ai filari

delle viti millenarie.

 

voglio distendermi nel lavacro del silenzio

dei miei argini

ondulati e verdeggianti,

prima di scendere in trincea

a rammendare stracci bianchi maciullati

voglio sventolare nella pace

di quest’aria che sa di fieno e pioppi

e del fruscio immobile del falco,

prima di scendere giù in fondo

dove il buio è pietra

e trema la fiammella sulla fronte

voglio rubare il respiro al grande fiume

perché alla foce spinga forte

la sabbia grigia,

prima di impastare la mia malta

per rabberciare muri feriti,

voglio contemplare i campanili scrostati e solitari

che nel giallo della piana

cantano le lodi mattutine

ai covoni e ai filari

delle viti millenarie.

 

Paolo Breviglieri

Psicologo

Consultorio Suzzara (Mn)

 

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