Cistite: tipologie, sintomi, fattori di rischio e prevenzione

 

Cistite: tipologie, sintomi, fattori di rischio e prevenzione

 

 Autrice: Alessandra Venegoni

Si stima che circa il 10-20% delle donne soffra di cistite o di un’infezione del tratto urinario almeno una volta nella vita e che con l’avanzare dell’età questa percentuale aumenti (circa il 30%), in particolare dopo i 60 anni (dovuto alla mancanza estrogenica che rende le mucose più sensibili e a rischio d’infezione, tipica della menopausa).

La cistite (infiammazione della mucosa vescicale, causata da batteri che popolano l’ultimo tratto dell’intestino) può verificarsi sporadicamente in modo acuto e risolversi spontaneamente o cronicizzarsi e ripresentarsi frequentemente (3/6 volte nell’arco di un anno), oppure può insorgere successivamente ad un rapporto sessuale, dovuta al trauma meccanico a cui uretra e vagina sono sottoposte e generalmente insorge in donne a cui viene riscontrata una contrattura della muscolatura del pavimento pelvico.

Il disturbo solitamente si presenta come un continuo (anche di notte), urgente e doloroso bisogno di urinare. In particolare, i sintomi correlati a questo problema implicano un aumento del numero di minzioni caratterizzate però da un volume ridotto di urina (spesso torbida e maleodorante) e dalla difficoltà ad urinare accompagnata a bruciore, dolore, peso vescicale e sensazione di incompleto svuotamento; nei casi più gravi potrebbe esserci anche ematuria (sangue nelle urine).

Esistono delle condizioni che facilitano l’attacco dei batteri alla vescica. Il fattore di rischio più comune è una scarsa igiene intima: poiché i batteri responsabili della cistite popolano l’intestino, è facile che dopo l’evacuazione delle feci, non avendo un’adeguata igiene, possano risalire attraverso l’uretra. Anche un’eccessiva igiene intima però può essere dannosa, in quanto utilizzando detergenti molti aggressivi (o lavande vaginali) si va ad eliminare quella che è la naturale flora batterica genitale protettiva. L’utilizzo di assorbenti interni o esterni, l’impiego di indumenti troppo aderenti e non di cotone possono essere anch’essi fattori di rischio.

Inoltre, si è molto più suscettibili a quest’infiammazione quando il sistema immunitario è particolarmente indebolito, questo può succedere dopo una terapia antibiotica, dopo un periodo di stress (sia fisico che mentale) e seguendo un’alimentazione scorretta.

 

Come prevenire la cistite?

  • Lavarsi sempre in modo accurato le mani prima di toccare i genitali.

  • Eseguire un’igiene intima adeguata utilizzando detergenti delicati, non più di una volta al giorno, sempre dopo un rapporto sessuale e dopo l’evacuazione (preferendo la sola acqua per i genitali ed il detergente per la zona anale).

  • Detergere le zone intime seguendo dalla zona anteriore alla zona posteriore, evitando così di trasportare dei batteri dal retto ai genitali.

  • Non aspettare ore prima di urinare dopo aver sentito il primo stimolo di bisogno minzionale, né urinare in maniera preventiva o se non si sente il bisogno di farlo.

  • Rilassare la muscolatura pelvi-perineale contratta.

  • Sostituire assorbenti sintetici e salva-slip con quelli di cotone e/o coppetta mestruale.

  • Eliminare indumenti intimi sintetici e colorati, indumenti stretti e aderenti.

  • Evitare di rimanere a lungo con costume da bagno umido.

  • Non condividere asciugamani e biancheria intima.

  • Regolarizzare la funzionalità intestinale, ripristinare la flora batterica vaginale.

  • Se si soffre di episodi frequenti è consigliato prevenirli con cure naturali a base di semi di pompelmo, echinacea, mirtillo rosso e con una corretta idratazione.

 

Non sottovalutare i sintomi, rivolgiti all’ostetrica o al tuo medico ginecologo.

 

 

Ostetrica del Consultorio

 

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